Immigrato ucciso, rivolta dei clandestini

TENSIONE A SAN FERDINANDO

Immigrato ucciso, rivolta dei clandestini: “Carabinieri razzisti, Italia razzista”

immigrati in rivolta

immigrati in rivolta

Il militare ferito stava tentando di sedare una lite. Un centinaio di illegali ha inscenato una manifestazione di protesta davanti al Municipio

La tendopoli di San Ferdinando, a Rosarno, è un campo dove vivono illegalmente 500 immigrati clandestini all’interno del quale covano rabbia e risentimento:tutti odiano gli italiani e si rischiano rivolte da un momento all’altro. Nei giorni scorsi si è registrata una lite furiosa tra due connazionali, un uomo e una donna; qualche giorno dopo, un altro africano ha rubato una bicicletta e derubato un tabaccaio a San Ferdinando fino alla rissa di ieri, quando un Carabiniere intervenuto è stato aggredito e ferito con un coltello, e per difendersi ha accidentalmente colpito e ucciso un giovane del Mali. Di risse ce ne sono ogni giorno, nessuno conosce di preciso le generalità di queste persone, da dove provengano, quale sia il loro passato: sono divisi per fazioni e si contendono il “potere”. Chi spaccia, chi si prostituisce, chi invece per guadagnare qualcosa vende bibite fresche o acqua calda.

Stamattina le forze dell’ordine sono state aggredite a sassate da clandestini in passamontagna, alcuni dei quali dicevano di essere armati. Gli immigrati anche istituito un servizio d’ordine per bloccare le auto, incluse quelle civetta della polizia; il loro obiettivo sarebbe la caserma dei Carabinieri, secondo un piano studiato nella notte. I manifestanti che stanno attuando la protesta a San Ferdinando scandiscono slogan contro i carabinieri, definendoli “razzisti” egridano anche “Italia razzista” esponendo cartelli dello stesso tenore davanti al Municipio, dove gli extracomunitari accampati nella tendopoli si sono radunati per protestare. Agenti di Polizia in borghese stanno controllando l’evolversi della protesta: “I carabinieri devono venire per mettere pace e non per uccidere” ha detto un immigrato del Mali, connazionale del giovane morto ieri. “Quello che è accaduto ieri – ha aggiunto – non è giusto e vogliamo che tutta l’Italia e tutta l’Europa lo sappiano”. Nella piazza del Municipio del centro della Piana di Gioia Tauro ci sono alcuni cittadini che assistono alle proteste seduti sulle panchine o ai bordi della piazza, ma non si assiste ad alcuna reazione e nessuno ha voluto commentare quanto sta accadendo.