GRECIA E’ GUERRA CIVILE: 12 FEBBRAIO AD ATENE SCENDONO IN PIAZZA A PROTESTARE CONTRO LE RIFORME E I TAGLI DELLE PENSIONI

Questa volta a scendere in piazza sono gli agricoltori, la loro protesta tagliano in 2 il paese, i blocchi che stanno formando in gran parte della Grecia e sopratutto ai confini per non far entrare nel paese i prodotti freschi che devono andare nei mercati stanno mettendo in crisi le autorità, la principale autostrada che percorre dal nord al sud del paese è percorribile solo in alcuni tratti, la rivolta si fa sempre più dura contro la UE e pare che stia diventando una guerra civile.

Tsipras aveva lanciato ieri sera un nuovo invito al dialogo ma i rappresentanti del settore agricolo non credono che il governo abbia la volontà e forse neppure la possibilità di fare concessioni. Atene è stretta come in una morsa tra le richieste della commissione e del fondo monetario, ed una recessione che rischia di imporre nuove correzioni di bilancio. Su questi fatti i giornali scrivono che il governo è in bilico e potrebbe cadere di fronte a questa nuova protesta sociale, che nasce, stavolta, dal mondo delle imprese e dei professionisti. Le piccole imprese agricole hanno ottenuto la solidarietà dei sindacati. Hanno ricevuto solidarietà anche da parte di tutti i piccoli imprenditori, in una sfilata di protesta c’erano anche dirigenti in giacca e cravatta per dare sostegno ai protestanti.

Ma questa protesta può fare qualcosa?

Forse si ma è molto difficile e di alternative non se ne vedono, uno dei timori principali è una nuova stagione di instabilità politica. L’incubo che possa tornare un nuovo braccio di ferro tra la Grecia e suoi creditori, con il blocco dei capitali, le banche che non operano, gli investimenti che si bloccano.

Un altra emergenza catastrofica e forse maggiore di tutte sono i migranti, l’ultimatum dato che entro un mese, 50 misure dettagliate devono aggiornare le misure di gestione dei profughi o vengono tagliati fuori da Schengen.

La rivolta e il problema profughi rischia di avere un corto circuito in un quadro politico già compromesso, mettendo un altra tu310x0_1455440728579.IMG_0612rbazione in Europa.