ALLARME TERRORISMO IN ITALIA VOLEVANO COLPIRE ROMA

ALLARME TERRORISMO IN ITALIA VOLEVANO COLPIRE ROMA

Vasta operazione antiterrorismo nei confronti di 6 presunti estremisti islamici, alle prime ore di questa mattina, in diverse province della Lombardia e del Piemonte. Moutaharrik (uno degli arrestati oggi, ndr) voleva colpire un attentato all’Ambasciata di Israele in Roma, chiarendo di avere contattato soggetto albanese per procurarsi le armi, non riuscendo nell’intento. Questa la conversazione intercettata ad Moutaharrik: “Ci sono tante, tante storie, amico mio io una volta mi sono alzato e messo a progettare .. ho detto che voglio picchiare (inteso come colpire e far esplodere)Israele a Roma. Si … l ‘Ambasciata. .. e sono andato da un ragazzo albanese a Varese e gli ho detto di procurarmi una pistola, la volevo comprare da lui e forse lui si è insospettito di me e mi ha girato le spalle, quante volte l’ho chiamato ma mi ha trovato la pistola, mi ha trovato la pistola, ma lui …..questo che ti dicevo era nell’anno 2009”.

Sei persone sono state arrestate oggi per terrorismo jihadista nel triangolo Lecco, Varese, Milano. Si tratta di marocchini con cittadinanza italiana, alcuni dei quali avevano ricevuto il preciso ordine di colpire l’Italia. Nel mirino il Vaticano e l’Ambasciata d’Israele a Roma. Servizio di Marco Bergamaschi

Milano, controlli dell'antiterrorismo: arrestati 6 islamici
Ancora una volta Milano si conferma come uno dei luoghi più nevralgici e sensibili della propaganda jihadista in Italia, e ponte verso altre capitali europee

Dalle prime ore di questa mattina, in diverse province della Lombardia e del Piemonte, e’ in corso una vasta operazione antiterrorismo condotta congiuntamente dalle Digos di Lecco, Varese, Milano – supportate dal Servizio Centrale Antiterrorismo della Dcpp/Ucigos – e dal Ros dei Carabinieri – coadiuvato dai Comandi dell’Arma territorialmente competenti – nei confronti di 6 estremisti islamici destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Milano per il reato di “Partecipazione ad associazione con finalita’ di terrorismo internazionale”.
Le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale di Milano d’intesa con la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, hanno documentato l’intenzione di una coppia residente in provincia di Lecco di raggiungere a breve il teatro di conflitto siro-iracheno, portando con loro i figli di 2 e 4 anni, per unirsi alle milizie dello Stato Islamico.
Alla coppia si sarebbe dovuto unire un 23enne marocchino residente in provincia di Varese, fratello di un foreign fighter espulso dall’Italia nel gennaio 2015 con un provvedimento emesso dal Ministro dell’Interno per motivi di terrorismo.
Gli aspiranti combattenti erano in contatto con un’altra coppia di coniugi gia’ residenti in provincia di Lecco, partiti verso la regione siro-irachena nel febbraio 2015, anch’essi raggiunti dall’odierno provvedimento cautelare cosi’ come una loro congiunta, adoperatasi per mettere in contatto questi ultimi con gli aspiranti combattenti. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terra’ presso la Procura di Milano alle ore 11.30 odierne.